Tech Pills - BERT

BERT di Google

Big G continua a implementare il suo algoritmo di ricerca

BERT è un acronimo che sta per Bidirectional Encoder Representations from Transformers.

Ok, ora avete la mia faccia quando l’ho letto oggi per la prima volta. Ma andiamo a rendere più facile il concetto.

Sapete che Google è il maggior motore di ricerca, il più utilizzato. Saprete anche che lavora costantemente per migliorare il suo algoritmo, quello che vi aiuta a trovare ciò che cercate con sempre maggior precisione.

Ebbene, BERT è una learning machine, ovvero un algoritmo che “impara” man mano che viene utilizzato, sfruttando le tecnologie di raccolta dei Big Data (una mole mostruosa di dati online.. ma proprio mostruosa… ma di più…). Lo scopo? Migliorare costantemente i risultati delle ricerche compiute dagli Utenti sul motore di Google Search (quello che usate comunemente sui browser come Chrome, Firefox, Opera e via dicendo).

Ma di cosa si occupa BERT? Ebbene, per fare un esempio semplice, prima scrivevate “Qual è il miglior motore di ricerca al mondo?” e Google prendeva in considerazione “motore” “ricerca” “mondo”. Con queste tre parole, i risultati potrebbero essere moltissimi: potrebbe rilasciarvi Google stesso, oppure un elenco di motori meccanici in ogni parte del mondo, oppure un estratto enciclopedico del fantastico mondo dei motori… mhmm, non proprio il massimo.

Ricordate che la sto facendo semplice, leoni da tastiera. Ritirate gli artigli, parlo per quelli che non sono avvezzi alla questione.

Veniamo a BERT: nell’idea di Google, questo algoritmo inizierà a prendere in esame più fattori. Come per esempio la costruzione sintattica, quali parole vengono prima, quali dopo. Terrà conto di preposizioni, proposizioni ed altri elementi semantici che comunicano il vero significato della ricerca intrapresa.

Tutto per darvi un risultato quanto più rispondente a ciò che cercate.

Ma tutto questo cos’ha a che fare con il nostro fantastico mondo dei libri?

I libri sono formati da contenuti, i contenuti da parole. E noi ripetiamo sempre che le parole sono importanti.

Quindi, quando vi accingete a scrivere qualcosa, non pensate a BERT per carità.

Ma concentratevi a scrivere bene, correttamente, creando contenuti di qualità e di interesse.

Poi ci penserà BERT a premiarvi con un buon posizionamento online su Google Search.

Per chi fosse interessato ad approfondire, su YOAST c’è un articolo dedicato con tutte le reference ufficiali e non.

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