Ex Tenebris

Mezzosangue

La sfida fantasy di Vincenzo Romano

Il giorno in cui conobbi Vincenzo Romano, pensai che fosse matto da legare.

Frequentavamo il medesimo gruppo di appassionati lettori fantasy, Scrittori e Lettori Fantasy.

Al tempo io ero in attesa di pubblicare la mia prima opera, Daanan – Il Destino degli Uomini. Ero lontano anni luce da quello che sarebbe stato il mio esordio.

Al contrario, Vincenzo era in piena esplosione con il suo romanzo fantasy intitolato Mezzosangue.

Il libro, pubblicato con una casa editrice che io non conoscevo, viveva di vita propria grazie all’attività inesauribile e fantasiosa del suo autore.

Credo sia stato il primo esempio di marketing spam ai limiti del lecito che io abbia mai visto. Generalmente, una simile attività sarebbe stata bollata dal sottoscritto come una compulsiva incapacità a trattenere la propria creatività e prima o poi ci avrei messo una bella lapide sopra.

Peccato che Vincenzo sia una persona bellissima. C’è voluto poco per conoscerne l’indole e capire che la sua attività di auto-promozione era frutto di una passione viscerale per il proprio mondo. Come molti altri del settore, credere di arricchirsi con un libro è una chimera, quindi chi glielo faceva fare a lui di rischiare il ban regolarmente da ogni gruppo possibile grazie alla sua promozione inevitabile? Al tempo Thanos non era nulla rispetto all’ineluttabilità di Vincenzo nel piazzare l’ennesimo meme a base di asce, il suo marchio di fabbrica.

“Asciale is the new escile!”

Così recitava uno dei suoi motti più riusciti, divenuto poi anche un ricettacolo di ogni sua creazione a base di Paint e fantasia.

Era pertanto inevitabile che arrivasse tra le mie mani il suo famoso (famigerato?) Mezzosangue. L’ho letto e ammetto molto candidamente che mi sono anche concesso una rilettura successivamente, in un periodo di pausa. Perchè mi sono accorto che a una prima lettura, forse non me lo ero goduto così tanto.

Mezzosangue è così affine al mio concept di mondo fantasy che è stato quasi naturale viverci in poco tempo.

Ho trovato il mio personaggio preferito, il nano Rauros.

Ho seguito con le dita la mappa del mondo creato da Vincenzo e apprezzato come lo ha costruito e curato.

Ora, il testo nella prima parte risente un po’ dell’esordiente forza propulsiva che ciascuno di noi ha al suo primo libro. Ma la scrittura di Vincenzo è asciutta, diretta, ti piazza dove l’azione si svolge e non ti fa mancare nulla di quello che cerchi: azione, magia, dramma, lotta interiore… e una buona dose di colpi di scena.

Chi ha detto che per scrivere un buon fantasy richieda un plot complesso e pieno di linee narrative che si intrecciano?

Mezzosangue si mantiene lineare e facile da seguire, senza peccare di ingenuità.

Giusto per lasciarvi con il dente levato… c’è un bel colpo di scena finale che risulta del tutto inaspettato.

Per quel che mi riguarda, posso solo dirvi che in attesa di leggere il seguito, ne consiglio vivamente la lettura.

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4 commenti su “Mezzosangue”

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